Come spieghereste il modo in cui vengono selezionati i materiali nelle vostre opere?

SET Architects

Arduino Cantafora, Finestra II, 2016

«Ci sono due diversi momenti legati alla scelta dei materiali. La parte del progetto più libera, quella che ti permette di sognare e cercare l’atmosfera immaginata, quella meno legata ai costi e ai dettami delle regole costruttive. Un materiale può essere la guida di un intero progetto, il punto di forza dal quale senti che non puoi distaccarti perché parte indispensabile per il raggiungimento di un’idea. Si ragiona su come una determinata materia possa reagire ai luoghi in cui si inserisce e il rapporto che innesca con la luce e lo spazio. L’altro momento è quello legato alla costruzione che è sempre un’opportunità di ricerca e di studio della materia, della loro caratteristica e di come poterla applicare in maniera innovativa. Qui parte un processo forse più coraggioso, quello di portare un materiale alla sua essenza più assoluta. L’intento del nostro studio è quello di offrire un servizio per un’architettura unica e meno commerciale, il che ci permette di sperimentare molto.

Crediamo che è nel giusto equilibrio tra immaginazione e consapevolezza costruttiva che un materiale possa esprimere il suo massimo valore».