La temperatura artificiale

Luca Montanarella

Verso sud

«Ma se tanti seducenti aspetti offrono le terrazze per coloro che ne potranno godere e per gli architetti che le vorranno architettare, la loro adozione ha anche un aspetto o effetto urbanistico che per talune città, Milano ad esempio, può esser singolare. Altre città, per la configurazione del suolo che le arricchisce d’uno o più colli, son state sempre viste dall’alto e di questa veduta di volumi e di profili di cupole, torri, cuspidi e fastigi s’eran certo preoccupati gli architetti: l’ergersi più alto e più bello, in un panorama che poteva essere rimirato dall’alto, aveva un senso e rappresentava una ambizione. Ma Milano è stata costruita, naturalmente, prescindendo da queste considerazioni. Non era né contemplato né prevedibile che la si avesse troppo a guardarla dall’alto. Il suo profilo nel cielo era tutto dal sott’in su. Oggi non è più così: la si sovrasta in volo, la si guarda da qualche edificio più alto, e cominciano i guai. Siete mai saliti sui cento metri della Torre Littoria? Attorno a voi il lago verde, sempre in bonaccia, della immensa pianura, navigato dai cento paesi riconoscibili dalle alberature dei campanili e dei camini d’opifici, popolato verso le Alpi da un arcipelago di colline, perduto in caliginosi orizzonti verso l’Emilia, minacciato a nord dagli icebergs delle Alpi… Ma la veduta più prossima è meno, molto meno, esaltante! Come in un bel prato il mucchio del formicaio, un arrugginire di tetti in disordine, irti di comignoli, di abbaini in sfacelo, di canali di zinco sconnessi, di lucernari rotti e sudici, di ballatoi abitati da cenci ad asciugare: volto ignorato della città, architettura (?) in abbandono, trascurata e pidocchiosa, panorama davvero inatteso e inglorioso, rivelazione di una cosa che non si doveva vedere. Chi pensava, o Milano, che t’avessero a guardar di lassù, come Genova dal suo Righi, Firenze dal Piazzale Michelangelo o da Fiesole, Parigi dal Sacrè Coeur, Roma dal Gianicolo o dal Pincio! È un fatto che queste città ‘in vista dall’alto’ (o da lontano – in un assieme – come Venezia e Nuova York) sono più emergenti d’altane, di cuspidi e guglie, di torri, di fastigi, di cupole: sono di sopra più controllate e vigilate.»

 

Gio Ponti, Divagazione sulle terrazze, Henry Beyle, 2015.