La speranza del domani

Daniele Panni

Grand Tour

Se è vero che l’architettura è legata alla trasformazione dei luoghi, attraverso il progetto interpreta il presente e proietta la sua visione nel futuro. Tale visione è influenzata dalla storia della disciplina, dalla tradizione costruttiva, dai riferimenti legati alla cultura, e su ciò si appoggia il pensiero progettuale; questo substrato legato al passato non deve però limitare la spinta alla ricerca, la forza propulsiva dell’innovazione verso nuovi modelli, la messa in discussione delle formule già sperimentate e sedimentate. Ogni progetto porta con sé l’occasione per un miglioramento dell’ambiente abitato dell’uomo e non può e non deve per nessun motivo rimanere invischiato nella sicurezza del “già fatto”, del “già visto”, oppure nella paura di non soddisfare vincoli imposti dall’esterno; deve invece alimentarsi da quanto di buono è già stato fatto e visto, per capirlo, farlo proprio e se possibile migliorarlo, ponendosi obiettivi che siano materiale fertile per la definizione dello spazio e dei caratteri dell’opera costruita. Questa ricerca determina una spinta che punta all’innovazione, non solamente delle forme, influenzate e a loro volta capaci di influenzare le soluzioni tecnologiche che la devono rendere possibile, ma della disciplina intera; avanzando di un infinitesimo rispetto alla realtà precedente, fornendone una nuova interpretazione e proponendo una visione nell’avvenire, ogni esperienza tende all’approssimazione verso una rivoluzione del pensiero. L’evoluzione avviene dunque per approssimazioni successive il cui limite è il cambio di paradigma: una nuova scala di valori, intimamente legata al mutamento del contesto in cui si trova ad agire, si traduce quindi in un nuovo ordine, capace di interpretare il cambiamento e sintetizzarlo in una forma costruita, a supporto degli sviluppi successivi. L’architetto è quindi responsabile di coinvolgere e indirizzare le forze del cambiamento assumendo un ruolo attivo e critico verso il presente, in costante divenire.

 

«Una grande epoca è cominciata. Esiste uno spirito nuovo. Esiste una quantità di opere improntate ad uno spirito nuovo; si ritrovano soprattutto nella produzione industriale. L’architettura soffoca nelle abitudini. Gli “stili” sono una menzogna. Lo stile è un’unità di principio che anima tutte le opere di un’epoca ed è il risultato di un carattere spirituale. La nostra epoca esprime ogni giorno il suo stile. I nostri occhi, purtroppo, non sanno ancora vederlo.»

 

Le Corbusier, Programma de L’Esprit Nouveau, in Antologia degli scritti, Roma Design Più, 2016