Gli architetti e il mare/4. Risalendo la costa orientale tra Ionio e Adriatico

Davide Fusari

Luigi Ghirri, Marina di Ravenna, 1986

Risalendo lo Ionio e l'Adriatico la varietà delle architetture proposte ricompone la polifonia (talvolta cacofonica o dimessa) della vacanza all'italiana.

 

Capo Rizzuto, Villaggio Valtur. Luisa Anversa concepisce un villaggio turistico come occasione di architettura interpolando mat-building e lettura del paesaggio, dei suoi spazi, delle sue luci e dei suoi materiali.

 

Otranto, Casa nel centro storico. Continuità morfologica e trasgressione formale, compattezza nell’insieme e frammentazione nel dettaglio, la casa progettata da Umberto Riva sta tra la città e il mare, tra l’anonimato e l’autoriale, tra oggi e ogni tempo.

 

Gargano, Resort a Manacore. Marcello D'Olivo, in trasferta, traccia segni geroglifici sulla costa garganica che si realizzano solo in parte quasi scaturendo dalle rocce ora sovrapponendosi ora scavando organicamente il terreno.

 

Francavilla al Mare, Chiesa parrocchiale. “Chi ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà simile a un uomo intelligente che ha costruito la sua casa sulla roccia. È venuta la pioggia, i fiumi sono straripati, i venti hanno soffiato con violenza contro quella casa, ma essa non è crollata, perché le sue fondamenta erano sulla roccia” (Mt, 7, 24-25 per Ludovico Quaroni).

 

Gabicce Mare, Castel Paradiso. I BBPR dispongono sulla scogliera un complesso residenziale che non rinuncia alle consuete scalettature e a articolazioni volumetriche, collegandosi al mare tramite un percorso in caverna arricchito dai graffiti di Oscar Melano.

 

Riccione, Colonia marina Enel. Giancarlo De Carlo con le due braccia segmentate e articolate in sezione della sua colonia squamata isola e incorpora una porzione di mare e del suo orizzonte. 

 

Rimini, Isola delle Rose. Inutilmente si cercherà quest’isola, utopia moderna, quasi una “città invisibile”, piattaforma artificiale progettata e costruita da Giorgio Rosa, piccola follia moderna presto risucchiata dalla storia.

 

Rimini, Cesenatico e Milano Marittima. Tre “grattacieli” di 118, 118 e 91 metri punteggiano la costa romagnola suggerendo modelli alternativi di sviluppo del territorio che tendono verso la pragmaticità moderna così come, in orizzontale, lo strutturato centro commerciale di Pinarella.

 

Milano Marittima, Club Woodpecker. La cupola e il suolo polilobato di Filippo Monti giacciono sospese nel tempo, tra pineta e saline, memorie di divertimenti passati.

 

Lido di Spina, Casa-studio Remo Brindisi. Nella generica cornice di uno dei lidi di Comacchio, Nanda Vigo inserisce un edificio quasi ordinario che all’esterno si distingue solo per il riverbero della potenza spaziale di un interno al contempo casa e spazio espositivo spiraliforme.

 

Isola di Albarella, Complesso turistico. Una urbanizzazione apparentemente leggera porta il turismo di massa all’Isola di Albarella. Giovanni Barbin, Luigi Caccia Dominioni, Andrè Studer, Ico Parisi ne disegnano le membra e la punteggiano di edifici tra memorie veneziane e suggestioni naturalistiche.

 

Bibione, Mercato coperto. Contrapposto all’edificazione estensiva e alle tentazioni organiche, il mercato di Gianugo Polesello infrastruttura la località turistica attraverso un frammento di tessuto urbano reinterpretato modernamente.

 

Lignano Pineta. Dispiegata nella pineta, la spirale di Marcello D’Olivo struttura quasi caleidoscopicamente un “progetto integrale” innervato dal suo edificio per il commercio -detto “Il treno”- e altrettanto organicamente punteggiato dalle case sue e di Gianni Avon.