Gli architetti e il mare/3. Giù per la costa tirrenica e la Sicilia

Davide Fusari

Luigi Ghirri, Cervia, 1989

Memorie visive e letterarie a cavallo tra il Neorealismo e Pasolini accompagnano il tratto di viaggio che si snoda dal Lazio sino alla Sicilia.

 

Santa Marinella, Ville La Saracena, La Moresca, La Califfa. I bianchi, sinuosi, materici muri delle ville di Luigi Moretti avvolgono gli spazi per l’abitare proteggendoli dalla strada e aprendoli al mare.

 

Fregene, Casa sperimentale. In mezzo alla pineta, Giuseppe Perugini scompone le funzioni dell’abitare  le espone al vento in forma di capsule e volumi sorretti da un esoscheletro in cemento armato.

 

Lido di Ostia, Chiesa di Nostra Signora di Bonaria. Nell’accumularsi di volumi ora concitato ora trascurato che caratterizza il Lido, Francesco Berarducci, Giorgio Monaco e Giuseppe Rinaldi realizzano una chiesa-piazza, un suolo inclinato e evidenziato da dune, che ricopre uno spazio assembleare sperimentale.

 

Lido di Ostia, Kursaal. Attilio Lapadula e Pierluigi Nervi danno forma plastica allo scenario dello svago vacanziero, mostrandone soprattutto nel trampolino le potenzialità figurative.

 

Sabaudia, Villa Volpi. L’estro di Tomaso Buzzi dispone sulle bianche dune una composizione quasi-palladiana che, inattesa, lascia stupiti, sogno di una notte d’estate.

 

Sperlonga, Villa De Renzi. Moderno maschio fortificato, sorge tra le pendici sassose questo ritiro neorealista cercando il paesaggio attraverso bianchi bovindi ed esili balconcini.

 

Ischia, Terme Regina Isabella. Nel luogo dell’ispirazione dei Moderni all’italiana, Ignazio Gardella realizza un’architettura che conserva il frontone del precedente edificio neoclassico e con disinvolta eleganza vi innesta un volume quasi silenzioso all’esterno e raffinato all’interno.

 

Termini di Sorrento, Villa von Saurma. Con Bruno Morassutti tra tettonica del suolo terrazzato, plasticità di una bianca copertura sospesa e leggerezza delle vetrate che aprono al mare.

 

Vietri sul Mare, Fabbrica ceramiche Solimene. Bastione tra terra e costa, il potente interno della fabbrica di Paolo Soleri configura plasticamente la facciata sinusoidale che grazie alla sua materialità racconta dell’edificio e della sua produzione.

 

Mortelle, Città balneare. Astrazione e figurazione si incontrano nella costruzione dell’infrastruttura balneare di Mortelle: le strutture zoomorfe, i volumi squadrati e i piani colorati di Filippo Rovigo disegnano il profilo tra costa e mare.

 

Cefalù, Casa Salem. Giocando sull’ambiguità tra la caducità della palafitta, l’immanenza della torre e l’articolazione della quotidianità domestica, la casa di Pasquale Culotta e Giuseppe Leone si pone sugli scogli quasi come un monolite che nella sua eleganza cerca di non prendersi troppo seriamente.

 

Sciacca, Teatro popolare. Giuseppe Samonà scompone e ricompone le parti che compongono il teatro entro una macchina dalle forti valenze plastiche accentuate dalla scenografica collocazione.